Madame la Marquise De Pompadour

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Luigi XV re di Francia, il Beneamato
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credo sia d'obbligo parlare dell'amante della nostra Marchesa, Re Luigi XV
Ecco ciò che dice Wiki
Luigi XV di Borbone, detto il Beneamato (Versailles, 15 febbraio 1710 – Versailles, 10 maggio 1774), fu re di Francia dal 1715 alla sua morte.
Luigi XV ereditò il trono dal bisnonno Luigi XIV, all'età di appena cinque anni. Trascorse i primi anni della sua vita in relativa tranquillità sotto l'attenta guida di diversi precettori, che gli fornirono una vasta cultura, mentre il potere effettivo venne delegato ad alcuni reggenti. Al termine della minore età, affidò il governo al cardinale Fleury, suo vecchio precettore.
A differenza di Luigi XIV non ebbe mai contatti diretti con la vita politica del suo Paese: incontrava di rado i suoi ministri e spesso agiva contro le loro aspettative, arrivando a costituire una rete segreta di diplomatici e spie. Il disinteresse per la politica ed il continuo susseguirsi di ministri diversi indebolì il potere della Francia a livello europeo e contribuì a gettare le basi per lo scoppio della Rivoluzione francese.
All'inizio del regno ottenne grandi consensi da parte del popolo, che arrivò a dargli l'appellativo di "Beneamato". Con il passare degli anni però la sua debolezza nel prendere decisioni e l'intrigante e costante presenza delle sue amanti fecero crollare la sua popolarità, tanto che alla sua morte per le vie di Parigi impazzarono i festeggiamenti come era accaduto anche per Luigi XIV.
Sotto il suo regno la Francia ottenne tuttavia grandi successi militari all'interno del continente europeo, come la conquista del ducato di Lorena, ma perse il controllo su gran parte del suo impero coloniale a favore della Gran Bretagna.
Il futuro Luigi XV nacque nel Castello di Versailles il 15 febbraio 1710, sotto il regno del bisnonno Luigi XIV. Era il secondogenito di Luigi, duca di Borgogna e di Maria Adelaide di Savoia. Suo nonno paterno era il Gran Delfino Luigi di Borbone detto Monseigneur, figlio del Re Sole. Luigi, che alla nascita venne insignito del titolo di duca d'Angiò, aveva il titolo ed i privilegi di un Petit-Fils de France.
Nel 1710, primo nella linea di successione di Luigi XIV era proprio il Grande Delfino, ultimo sopravvissuto tra i figli maschi legittimi del Re Sole. Monseigneur aveva avuto tre figli: il duca di Borgogna, padre di Luigi, Filippo, duca d'Angiò, che era divenuto re di Spagna, e Carlo, duca di Berry. Sua madre Maria Adelaide era una donna molto vivace ed affettuosa e, cosa del tutto insolita fra i membri della casa reale, pare fosse sinceramente innamorata del marito. La coppia svolse un ruolo centrale nella vita di corte di Versailles quando il Re Sole divenne anziano.
Nel 1700, il duca di Angiò era diventato re di Spagna con il nome di Filippo V, ereditando la corona del Paese natio di sua nonna Maria Teresa. Il passaggio della corona spagnola dagli Asburgo ai Borbone causò lo scoppio della Guerra di successione spagnola. Il nuovo re di Spagna, infatti, poteva teoricamente recuperare anche la corona di Francia, nel caso (che in effetti si verificò) sia il Gran Delfino che il duca di Borgogna (secondo nella linea di successione) fossero premorti a Luigi XIV. Le maggiori potenze protestanti, Gran Bretagna e Olanda, ma anche gli Asburgo d'Austria, avevano la necessità di opporsi ad una possibile unione di Francia e Spagna, che avrebbe sancito la nascita di un'egemonia borbonica sul continente europeo. Con la Pace di Utrecht (aprile 1713) che concluse il conflitto, Filippo V dovette rinunciare alla prospettiva di diventare re di Francia.
Nel frattempo si verificarono le condizioni che avrebbero astrattamente consentito a Filippo V di regnare anche sulla Francia. Il 14 aprile 1711, nonostante godesse di buona salute e non fosse in età avanzata, il Grande Delfino si spense improvvisamente per cause naturali [2]. Divenne quindi erede al trono di Francia, suo figlio, il duca di Borgogna. Appena un anno più tardi anche la duchessa di Borgogna, Maria Adelaide, morì di vaiolo il 12 febbraio 1712. Il 18 febbraio l'epidemia condusse a morte anche il marito. Essendo probabile che anche i figli della coppia fossero stati contagiati dal morbo, i medici sottoposero a violenti salassi il maggiore, Luigi, duca di Bretagna, che si spense l'8 marzo successivo. Solo l'intervento di Madame de Ventadour impedì ai medici di sottoporre ad un salasso anche il piccolo Luigi; la governante lo seguì costantemente durante tutta la sua malattia e Luigi la amò come una madre.[3]
Nel 1714 morì senza discendenza anche l'ultimo dei nipoti di Luigi XIV, Carlo, duca di Berry, il più giovane dei figli del Grande Delfino. In soli tre anni il Re Sole aveva perso quattro discendenti maschi: ora rimaneva solo il suo pronipote Luigi, di appena quattro anni.
Nell'agosto del 1715, divenne chiaro che anche Luigi XIV era prossimo alla morte: la cancrena lo stava consumando.[4] Il 1° settembre, il Re Sole si spense all'età di settantasette anni, dopo un regno di ben settantadue.[5]
Nel luglio 1714 Luigi XIV aveva emanato il cosiddetto "decreto di Marly" in cui si inseriva la possibilità che anche i figli legittimati potessero succedere al trono. Nel caso della morte del piccolo duca d'Angiò, eredi legittimi sarebbero quindi diventati due dei figli che il Re Sole aveva avuto dalla marchesa di Montespan: il duca del Maine ed il conte di Tolosa. Pur andando contro la tradizione, che non accettava la nomina a re per i figli illegittimi, Luigi prese questa decisione per evitare che la sua discendenza diretta nel governo del Paese terminasse. La scelta cadde sui due fratelli per la grande insistenza della nuova moglie del sovrano, Madame de Maintenon, che li aveva allevati sin dalla più tenera età.[6]
La nomina serviva inoltre ad affiancare i due fratelli a colui che era stato designato come reggente al trono, Filippo II d'Orléans, figlio del fratello minore del sovrano, Filippo. Sino alla maggiore età del nuovo re, Filippo avrebbe esercitato la reggenza, ma sarebbe sempre stato affiancato da un Consiglio di Reggenza composto da quattordici membri. Filippo venne nominato presidente del Consiglio, ma per prendere una decisione doveva in ogni caso ottenere la maggioranza dei voti. [7]
Luigi XIV era ancora in vita quando sorsero i primi scontri tra le due fazioni avverse: quella composta dalla Maintenon, dal duca del Maine e dal conte di Tolosa, e quella di Filippo. Quest'ultimo godeva dell'appoggio dell'alta aristocrazia e del Parlamento di Parigi[8], mentre il partito dei due legittimati cercava l'appoggio della nobiltà minore, insofferente per i privilegi dei Pari e dei duchi. L'alta nobiltà inoltre si opponeva alla nomina dei figli illegittimi, elemento di rottura con la tradizione monarchica, che aveva creato uno status intermedio, quello di "legittimato" tra i principi di sangue e i duchi [9] Il Parlamento di Parigi si vide restituiti diritti che gli erano stati tolti da Luigi XIV ed ottenne posti di rilievo per i suoi membri nei consigli della Reggenza. L'Orleans venne favorito anche dal maggiore favore che nutriva verso gli esponenti del giansenismo e del gallicanesimo (correnti religiose che avevano molti simpatizzanti tra i parlamentari parigini), mentre i cattolici romani, fedeli a papa Clemente XI che aveva da poco condannato i giansenisti, si raccolsero attorno alla Montespan.[10]
Due giorni dopo la morte del re, si riunì il Parlamento di Parigi: oltre ai parlamentari anche aristocratici e principi del sangue si riunirono per la prima volta dopo anni. Filippo aprì la seduta e venne data pubblica lettura delle volontà di Luigi XIV. Al termine della lettura, Filippo propose ai membri del Parlamento riuniti di nominarlo unico reggente e di abolire il Consiglio di Reggenza. I membri del Parlamento accolsero con favore la proposta del duca d'Orléans, che divenne reggente unico del giovane re Luigi XV. Quale segno simbolico di riavvicinamento al potere parlamentare, Filippo decise di trasferire la corte da Versailles a Parigi, come descrive in dettaglio nelle sue Memorie Saint-Simon.[11] Mentre Filippo aveva trasferito la sua dimora al Palais-Royal, Luigi venne mandato nel castello di Vincennes, fuori Parigi, immerso nel verde di una foresta dove il re avrebbe potuto godere di un'aria più salubre di quella della capitale. Nel 1716, Luigi venne portato nel Palazzo delle Tuileries, non distante da Palais-Royal e nel cuore di Parigi, poiché il paese di Vincennes risultò troppo piccolo per ospitare tutto il suo seguito.[12]
Per quanto riguarda la politica interna, Filippo, con l'aiuto del cardinale Guillaume Dubois, divenuto primo ministro nel 1722, e di John Law, controllore generale delle finanze, favorì fortemente la nobiltà, spogliata di gran parte degli incarichi da Luigi XIV. Sul campo internazionale, nel 1717 strinse un'alleanza, che prese il nome di Triplice Alleanza, con la Gran Bretagna di Giorgio I e con i Paesi Bassi contro la politica di aggressiva espansione promossa da Filippo V di Spagna, che non aveva ancora abbandonato il progetto di un grande regno che unisse Parigi e Madrid.
Nel 1721 il re di Spagna Filippo V, zio di Luigi, propose in sposa al nipote sua figlia Maria Anna Vittoria, infanta di Spagna. Ma l'ipotesi di un fidanzamento con una bimba di tre anni fu fortemente rifiutata da Luigi, a sua volta appena undicenne. Ci si affrettò quindi a rimandare l'infanta a Madrid: Filippo V e la moglie, Elisabetta Farnese, si infuriarono poiché vedevano in questo modo sfumare la possibilità di unire le due corone.[14]
Nel 1722 la corte tornò ufficialmente a stabilirsi a Versailles, da dove non si sarebbe più mossa. Il re aveva nel frattempo raggiunto la maggiore età e si preparava ad essere incoronato: il 25 ottobre 1722 la cerimonia solenne ebbe luogo nella cattedrale di Reims e un anno dopo, nel 1723, il Consiglio di Reggenza venne sciolto e il giovane sovrano fu riconosciuto ufficialmente come re di Francia con il nome di Luigi XV. Pochi mesi dopo moriva Filippo II d'Orléans, al quale erano stati affidati incarichi minori di governo.
Su esortazione di Fleury, Luigi nominò Luigi-Enrico di Borbone-Condé, duca di Borbone e suo parente più prossimo, primo ministro. Di fatto il duca di Borbone occupava ora il posto che era stato di Filippo d'Orléans.
La preoccupazione principale del duca di Borbone era la discendenza. Luigi era giovane e stava crescendo vigoroso, ma aveva anche dovuto attraversare lunghi periodi di malattia; se fosse successo qualcosa al re, la corona sarebbe passata al ramo collaterale, quello degli Orléans e quindi nelle mani di Luigi d'Orléans, figlio di Filippo. Per scongiurare questo problema, si cercò una moglie per il re che fosse in età per dargli un erede.[15] Dopo vari negoziati, si propose al re la mano di Maria Leszczyńska, figlia dell'ex re di Polonia Stanislao Leszczyński. Maria aveva sette anni in più di Luigi, era sana e sembrava che potesse dargli in tutta sicurezza un erede. Stanislao, che aveva perso il trono, vedeva questa come una grande occasione di riscatto ed accettò subito.[16] Sia Luigi che Maria erano soddisfatti per la conclusione dei negoziati e convolarono a nozze nel settembre del 1725.
Il duca di Borbone intanto cercò di allontanare da Parigi il vecchio tutore del re, Fleury, poiché con il suo ascendente sul sovrano, andava acquistando sempre più potere. Così cercò di convincere il re a congedare il cardinale: con l'aiuto della nuova regina, che gli era debitrice per essere diventata moglie del re[17], il duca tentò di convincere Luigi a sbarazzarsi dello scomodo cardinale. Ma Luigi, molto legato all'anziano ecclesiastico rifiutò, ed approfittò dell'impopolarità del duca, che stava preparando una guerra contro la Spagna ed il Sacro Romano Impero, per cacciare lui e la sua amante in esilio a Chantilly.[18] Rimproverò aspramente anche Maria, che aveva in questo modo agito contro la sua volontà, e non si abbandonò mai a lei in una relazione di confidenza.[19]
Nel 1740, la morte dell'imperatore Carlo VI d'Asburgo aveva segnato l'inizio della Guerra di successione austriaca. La Francia, ancora governata dal Fleury, era alleata con la Prussia e combatté contro Austria, Gran Bretagna ed Olanda. All'inizio del conflitto Federico II di Prussia conquistò la regione della Slesia, appartenente ai territori asburgici.
L'esercito francese ottenne una serie di grandi vittorie a Fontenoy (1745), a Rocourt (1746) e a Lauffeld (1747).[38] Quella di Fontenoy, ottenuta da Maurizio di Sassonia, è ancora oggi considerata una delle massime vittorie francesi contro la Gran Bretagna.[39]
Nel 1748, la Francia occupava tutta la parte meridionale delle Fiandre, una delle regioni più ricche d'Europa. Con il Trattato di Aquisgrana, che pose fine alla guerra, Luigi XV dovette restituire questi territori agli Asburgo d'Austria.
L'arciduchessa d'Austria non aveva tuttavia rinunciato a tutte le sue pretese sulla Slesia. Ben presto fu inviato a Versailles in qualità di ambasciatore, il cancelliere von Kaunitz, con l'obiettivo di stipulare un'alleanza tra le due nazioni. Kautnitz prometteva di caldeggiare la candidatura per il trono polacco di un pretendente francese e di eleggere reggente dei Paesi Bassi austriaci il genero di Luigi.[40] Tuttavia l'opinione pubblica era vicina a Federico II, vista anche l'accoglienza che questo sovrano offriva a numerosi intellettuali francesi.[41] Poiché anche anche alcuni ministri di Luigi espressero vicinanza alla Prussia, l'ambasciatore austriaco decise di servirsi della favorita del re, Madame de Pompadour, per ottenere i suoi scopi.[42]
Nel 1756, alla notizia del Trattato di Westminster che univa Gran Bretagna e Prussia in un patto di non belligeranza, Luigi si affrettò a firmare l'alleanza con l'Austria con il Trattato di Versailles: il rovesciamento delle alleanze era compiuto. La Francia abbandonava i vecchi alleati, Svezia, Polonia, Turchia e Stati germanici, per legarsi all'Austria di Maria Teresa d'Asburgo e alla Russia di Elisabetta Romanov.
Federico II di Prussia capì di essere rimasto ormai solo in Europa: la Gran Bretagna, che ora vedeva William Pitt come primo ministro, era infatti impegnata sui mari[43] mentre sul continente si andava formando una coalizione contro Berlino. Il re decise quindi di invadere la Sassonia, senza una regolare dichiarazione di guerra. Il regno sassone fu invaso nel 1756 e la famiglia reale trattata brutalmente, tanto che la regina Maria Giuseppina morì in seguito ai maltrattamenti prussiani.
La Francia dichiarò immediatamente guerra alla Prussia ed occupò militarmente l'Hannover, terra natia del re di Gran Bretagna Giorgio II. Tuttavia, i continui litigi tra gli ufficiali francesi e la cattiva organizzazione dell'esercito austriaco culminarono con la battaglia di Leuthen, dove l'esercito imperiale subì una pesante sconfitta. Il ministro di Stato per gli affari esteri, Choiseul, riuscì a far entrare in guerra anche la Spagna di Carlo III ma questo non servì a migliorare le cose.[44] Nel 1763 veniva firmata la pace nel Trattato di Parigi con il quale si metteva fine alla Guerra dei sette anni.
La Francia nella prima metà del Settecento possedeva colonie nelle Americhe, Canada e Louisiana, e nelle Indie. La Gran Bretagna, altra grande potenza marittima, aveva interessi nell'America Settentrionale ed anche nelle Indie. Uno scontro tra i due Paesi per il controllo definitivo degli scali commerciali più importanti sembrava inevitabile.[45]
Nel 1748, coloni francesi e coloni britannici si scontrarono nella regione americana dei Grandi Laghi. In India, gli scontri tra i principi locali permisero all'ammiraglio francese Joseph François Dupleix di ottenere importanti scali commerciali ed il protettorato sul Carnatico e sull'altopiano del Deccan. Gli inglesi adottarono le stesse tattiche finché le due flotte non si scontrarono. Benché le due nazioni fossero in un periodo di pace, le navi inglesi della Royal Navy tennero in sacco le navi dirette in Canada con rinforzi ed approvvigionamenti.
Nel giugno del 1755 un convoglio francese fu intercettato al largo di Terranova e due navi furono catturate. Gli inglesi organizzarono anche un attacco ai forti francesi sulla terraferma, ma vennero respinti.[46] Malgrado Versailles avesse tentato di convincere gli ambasciatori di Londra e Hannover, le navi inglesi continuarono ad ostacolare quelle francesi: furono catturate, con atti di vera e propria pirateria, oltre trecento navi francesi.
Il governo centrale di Londra ignorò l'ultimatum francese e nel gennaio 1756 le due potenze entrarono in guerra. I francesi erano notoriamente poco interessati alle situazioni extraeuropee: a Versailles non ci si preoccupò troppo quando le desolate terre del Canada passarono in mano britannica; tuttavia, si concentrarono tutte le forze per sconfiggere i britannici in India, importantissima regione ricca di scali commerciali.
La flotta francese ottenne qualche vittoria (a Minorca la flotta britannica fu annientata), ma il bilancio conclusivo non fu favorevole alla Francia. Con la fine delle ostilità, Luigi XV perse il controllo del Senegal e dell'isola di Gorée in Africa, del Bengala in Oriente; in America la colonia del Québec passava agli inglesi così come Guadalupa, Martinica, Grenada, Santa Lucia e Saint-Vincent. Le stesse coste francesi furono spesso oggetto di attacchi da parte delle navi inglesi.[47]
Gli ultimi anni Tentativo di Assassinio
Il 5 gennaio 1757 Luigi XV si trovava a Versailles. Era andato a far visita alla figlia e verso sera aveva deciso di recarsi al palazzo del Grand Trianon, dove avrebbe passato la notte. Mentre passava tra due ali di soldati, dal buio apparve un uomo che si gettò sul sovrano pugnalandolo alla spalla.[48] Il re cadde a terra e richiese subito di poter vedere un confessore. Il pugnale non aveva leso organi vitali in quanto il re, a causa del clima molto rigido di quei giorni, indossava abiti particolarmente pesanti. L'attentatore, subito bloccato dalle guardie, si chiamava Robert François Damiens. Damiens venne torturato per scoprire se avesse avuto dei complici, ma emerse che l'uomo, servitore di parlamentari e sofferente di disturbi mentali, aveva probabilmente sviluppato il suo proposito criminoso a seguito dei discorsi critici verso il monarca, frequenti nel suo ambiente di lavoro.
Luigi XV era disponibile a perdonare, ma si trattava sempre del primo tentativo di regicidio in Francia dal 1610, quando Enrico IV era stato assassinato da Ravaillac, ed un processo era quindi inevitabile. Condannato a morte dal Parlamento di Parigi, Damiens venne giustiziato il 28 marzo 1757 sulla pubblica piazza, mediante squartamento, metodo d'esecuzione riservato ai traditori ed ai regicidi.
La crudele messa a morte di Damiens venne duramente criticata dai "Philosophes", che videro in essa un ritorno alla brutalità di tempi ormai passati. In verità, le metodologie dell'esecuzione non erano state decise dal re, ma dai membri del Parlamento di Parigi, i quali speravano di riconciliarsi in questo modo con il monarca, dopo la loro opposizione alla "tassa sul ventesimo" e il loro appoggio ai Giansenisti contro il volere del re.
Durante la convalescenza di Luigi XV, la Luogotenenza del regno venne assunta dal figlio Luigi Ferdinando, che entrò nel Consiglio di Stato. Il sovrano poté comunque tornare allo svolgimento delle sue mansioni in breve tempo.
Il tramonto del Re
Caduto in un profondo stadio di sfiducia, il re congedò i suoi ministri e si affidò a Choiseul.[49]
Il ministro sviluppò la potenza della marina militare francese e strinse accordi con la Spagna: in una eventuale nuova guerra marittima con la Gran Bretagna, l'appoggio di una nazione con grandi tradizioni navali come la Spagna era infatti fondamentale. Riformò anche l'esercito, convertendo le fabbriche di armi da private a statali e trasformando l'artiglieria in un settore dell'esercito dipendente dalla Corona. Fu soprattutto ad opera di Choiseul che i gesuiti furono processati, tassati e costretti a non essere più operativi sul suolo francese. A livello extraeuropeo tentò, anche se con scarsa fortuna, di colonizzare il Madagascar e la Guiana francese.
Nel 1764, morì Madame de Pompadour, rimpianta da tutti, a dire dell'ambasciatore britannico, tranne che dal popolo.[50] La morte della favorita del re, gettò Luigi in un nuovo periodo di profonda depressione.[51] Nel giro di pochi anni, il sovrano perse la moglie, affetta dalla tubercolosi, il nipote maschio erede al trono, duca di Borgogna e la figlia Elisabetta, duchessa di Parma. Ma ben presto al re venne presentata una giovane donna: il suo nome era Jeanne Bécu, conosciuta poi come Madame du Barry. La giovane conquistò il re, che non poté più staccarsi da lei e la presentò alla corte, davanti ad una folla di aristocratici sbigottiti.[52]
Intanto, il ministro Choiseul, che si era alleato con i parlamenti, aumentandone molto l'influenza, cominciava a perdere il favore del sovrano. Inoltre la du Barry, pur non interessandosi di politica, aveva una profonda disistima per il ministro.[53] Uno degli ultimi atti di Choiseul fu quello di combinare un matrimonio tra il delfino, Luigi Augusto e la figlia dell'imperatrice Maria Teresa, Maria Antonietta d'Asburgo. La caduta di Choiseul avvenne nel dicembre 1770, quando il ministro propose al Consiglio del re di appoggiare la Spagna contro la Gran Bretagna nella difesa delle isole Falkland: gli avversari del ministro si opposero ad una nuova dichiarazione di guerra ed il re cacciò Choiseul in esilio nella sua residenza di campagna. Il governo era ora nelle mani di d'Aiguillon, Maupeou e Terray. I tre ministri si impegnarono per ristabilire l'autorità della monarchia assoluta; il potere dei parlamentari venne notevolmente diminuito e la tassa vingtiéme fu introdotta, portando una maggiore equità nelle distribuzione delle tasse. Il secret di Luigi cominciava ora a manifestare punti deboli e ad essere scoperto.
Il re si spense nei suoi appartamenti di Versailles il giorno 10 maggio 1774. Già il 4 maggio aveva scoperto che il vaiolo che lo affliggeva era arrivato ad un punto inarrestabile. Aveva congedato la du Barry, facendole lasciare la reggia e salutato tutti i membri della corte a lui più vicini. Dopo cinquantanove anni di regno, Luigi XV morì e fu tumulato nella basilica di Saint-Denis, assieme ai corpi dei suoi antenati.
Ereditava il trono suo nipote Luigi Augusto, Luigi XVI, che avrebbe regnato sino al 1793, anno della sua decapitazione.[54]
Famiglia e amanti
Come l'avo Enrico IV e come il bisnonno Luigi XIV, Luigi XV amava molto le donne, ma, come Luigi XIII, con esse si trovava in grande imbarazzo.[55]

Quando venne firmato il suo contratto di matrimonio, Luigi aveva appena quindici anni; la sua sposa sei anni di più. Tutti in Francia erano sbalorditi per la scelta della sposa del re. Il sovrano più potente d'Europa riceveva in sposa infatti una giovane, Maria Leszczyńska, figlia del detronizzato re di Polonia, che non aveva nessuna dote e non era nemmeno particolarmente attraente.[56] Il memorialista Edmond Jean François Barbier scrisse: «Questo matrimonio non piace a nessuno. Stupisce tutti, perché in realtà non si addice in alcun modo al re di Francia».[57] Tuttavia, Luigi dimostrò di apprezzare la sua sposa e la notte delle nozze la coppia reale consumò il matrimonio. Nell'arco di pochi anni, dal 1727 al 1737 al regina partorì dieci volte, dando alla luce due figli maschi, dei quali uno, Filippo, morì a tre anni mentre l'altro, Luigi, fece in tempo a raggiungere la maggiore età ma morì prima del padre.

Il rapporto con la regina fu comunque sempre piuttosto tempestoso: dopo un primo periodo di fedeltà, imposto forse dalla paura di essere rimproverato dal cardinale Fleruy, Luigi tradì la moglie ripetutamente e finì per abbandonarla nei suoi appartamenti, come era successo alla precedente regina, Maria Teresa, costretta a convivere con lo stuolo delle amanti del Re Sole.[58]

Luigi restò sempre teneramente affezionato ai suoi figli, specialmente alle tante femmine. Il delfino Luigi invece ebbe sempre in odio le tante amanti paterne e quando il re venne colpito dal tentativo di assassinio, prese frettolosamente il suo posto, bramoso di ottenere il trono di Francia qualora il padre fosse morto.[59] Ecco l'elenco dei figli di Luigi XV:

* Luisa-Elisabetta (14 agosto 1727 - 6 dicembre 1759), duchessa di Parma;
* Enrichetta Anna (14 agosto 1727 - 10 febbraio 1752);
* Maria Luisa (28 luglio 1728 - 19 febbraio 1733);
* Luigi, Delfino di Francia (4 settembre 1729 - 20 dicembre 1765), padre di Luigi XVI, Luigi XVIII e Carlo X
* Filippo (30 agosto 1730 - 17 aprile 1733)
* Adelaide (23 marzo 1732 - 27 febbraio 1800), si recò a Roma, scampando agli orrori della rivoluzione
* Vittoria Luisa (11 maggio 1733 - 7 giugno 1799), si recò a Roma con la sorella maggiore Adelaide
* Sofia Filippina (17 luglio 1734 - 3 marzo 1782), morì prima della rivoluzione
* Teresa Felicità (16 maggio 1736 - 28 settembre 1744)
* Luisa Maria (5 luglio 1737 - 23 dicembre 1787), divenne suora

Le amanti
Jeanne-Antoinette Poisson nacque nel 1721 da Luise Madeleine de La Motte, una ricca ereditiera borghese e da François Poisson, benché la paternità sulla bambina, non gli sia attribuita. La ragazza ricevette una buona educazione in convento e anche nei salotti parigini frequentati da artisti, letterati e filosofi. Grazie alle sue amicizie, riuscì a partecipare al ballo organizzato per festeggiare le nozze del Delfino e in quell'occasione conobbe Luigi XV che ne fece la sua amante. Dopo averle acquistato il titolo di marchesa de Pompadour, Jeanne-Antoinette fu riconosciuta come maitresse-en-titre, ovverosia amante ufficiale. Madame de Pompadour ebbe notevole influenza sulle arti, sulla moda, sul teatro e sulla musica, dettando lo stile della prima metà del '700; a livello filosofico fu sostenitrice delle idee dell'Illuminismo. Ebbe anche notevole importanza a livello politico riuscendo ad ottenere cariche per amici e familiari: suo fratello, Abel François Poisson, fu nominato Direttore e ordinatore generale delle costruzioni, giardini, arti e manifatture del re nonché marchese di Marigny. Al suo operato si deve la riuscita del rovesciamento delle alleanze, con il quale la Francia si unì al Sacro Romano Impero, unione che sarebbe stata suggellata nel 1770 dal matrimonio del Delfino Luigi Augusto con l'arciduchessa Maria Antonietta d'Austria. Morì nel 1764 prima di veder realizzati i frutti del suo operato.
Il re, dopo alcuni anni trascorsi nel ricordo del suo ministro-donna, trovò consolazione in una figura assai diversa: Madame du Barry. Nata nel 1746 da una donna povera e da padre ignoto, lavorò a Parigi in un negozio di moda. Notata da un nobile, Jean du Barry, riuscì a inserirsi nell'alta società sposandone il fratello, Guillaume du Barry. Divenuta amante del duca di Richelieu, fu notata anche dal re, di cui divenne amante ufficiale nel 1769, suscitando grande scalpore. Poco tempo dopo arrivò alla corte di Versailles, la giovane arciduchessa Maria Antonietta, figlia dell'imperatrice Maria Teresa. La ragazza, educata in un ambiente bigotto e circuita dalle figlie del re, si oppose all'autorità che la du Barry aveva sulla corte e non la riconobbe nel suo ruolo di amante ufficiale. Avvalendosi del diritto di parola (infatti, un nobile minore non poteva parlare per primo ad un membro della famiglia reale), Maria Antonietta rifiutò di rivolgerle la parola scatenando le ire di Madame e quelle del re. Rischiando di rompere la recente alleanza franco-austriaca, la Delfina capitolò, ma soltanto due anni dopo, e il 1 gennaio del 1772 rivolse alla du Barry questa breve frase: «C'è molta gente oggi a Versailles»[60]. Il potere di Madame du Barry non fu lungo: nel 1774, alla morte di Luigi XV, fu allontanata dalla corte e Maria Antonietta diventò regina. Madame du Barry visse il resto della sua vita nel suo castello di Louveciennes, dove continuò una vita da cortigiana in esilio, ospitando letterati ed artisti (tra i quali Elisabeth Vigée-Le Brun) e rimanendo profondamente radicata nei principi monarchici. Durante la rivoluzione fu arrestata e poi ghigliottinata l'8 dicembre 1793 in Place de la Révolution, la stessa piazza un tempo dedicata a Luigi XV.

FedeTere

Giulio Bedeschi .. «Voglio fare il volontario. Aiutare in qualunque modo i soldati che combattono. Posso portare la posta, l’acqua, le munizioni, fare il portaordini, o fare tutti i servizi che volete. Sono forte, so andare dappertutto. Se mi lasciate raggiungere la linea posso combattere come qualunque altro soldato. Non badate se mi manca una gamba, ormai non mi serve, faccio tutto ugualmente. Quella bandiera l’ho portata con me per piantarla sul colle di San Giusto, a Trieste. Voglio arruolarmi volontario, portare le stellette, vivere coi soldati al fronte, aiutarli. Non ditemi di no, per piacere: mandatemi in prima linea, non ve ne pentirete, so fare il mio dovere. Non impressionatevi a guardarmi, non giudicatemi: cosa vi importa se mi manca una gamba? So strisciare come una biscia, posso passare inosservato attraverso le linee, fare quello che ad altri soldati non può riuscire... So sopportare la fame e la sete, non temo pericoli. »
Giulio Bedeschi, è lui, leggetela fatevene un'idea del perchè è il mio mito
http://www.alpini.it/alpini/igrandialpini/...schigiulio.html
http://www.campedel.it/schede/173488.HTM
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Madame la Marchesa-Duchessa De Pompadour

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Si, era doveroso che figurasse anche colui che rese la Pompadour una delle donne più potenti del suo periodo, o meglio, che le diede le possibilità perchè lei potesse affermarsi come avvenne.

Solo una cosa che in questa piccola biografia non c'è: prima della Pompadour ci furono le cinque sorelle De Mailly-Nesles, una delle quali fu uno dei grandi amori di Luigi.

Le cinque sorelle erano figlie del marchese de Nesles e in bellezza lasciavano a desiderare. La prima era Louise Joulie de Nesle, moglie del conte de Mailly, coetanea del re, era brutta e molto mascolina ma in compenso aveva degli occhi bellissimi e un carattere socievole e divertente che colpì il Re, peccato aveva il vizio di bere.
La seconda era Pauline Félicité, nubile, che rimase subito incinta. Le fu trovato in tutta fretta un marito e fu fatta sposare al marchese de Ventemille, il quale, non avendo avuto scelta, appena espletate le formalità del matrimonio, tolse l'incomodo e se ne andò a vivere nelle sue terre.
Pauline era la più brutta delle sorelle, ma per lei Luigi ebbe una vera e propria passione. Riusciva infatti a far uscire il re dall'apatia e lo stimolava nell'ambizione e a fare grandi cose per il regno. In due anni gli scrisse duemila lettere e seppe ben sfruttare la sua posizione, facendosi regalare il castello di Choisy le Roi, arredato sontuosamente. L'idillio non durò molto, perché Pauline morì tre giorni dopo aver partorito un figlio, al quale fu dato il titolo di duca di Luc.
La terza, Marie Anne, era la più bella, anch'essa alta, aveva un'andatura regale e l'incarnato, di un bel colorito, sprigionava sensualità. Era vedova del marchese di La Tournelle.
Prima di concedersi al re, gli aveva imposto di mandar via l'altra sorella, Luise Joulie. Poiché il re non si decideva, gli mise a disposizione la quarta sorella Diane de Lauraguais, che gioviale, divertente, spensierata e cinica, riusciva a distrarlo dagli affanni della guerra.
Le richieste della marchesa di La Tournelle non si limitarono a far mandare via la sorella: richiese per sé un ducato. Fu accontentata, diventando duchessa di Chateauroux. Il feudo le venne ufficialmente assegnato per il "legame personale e i servizi resi alla regina". La sorella Mailly, dovette abbandonare il campo con una sua liquidazione (600mila livres e una pensione annua).
La quinta delle sorelle era Madame de Flavancourt, ma come Diane, durò poco e si dice che il Re le abbia avute insieme per una sola notte.

Marie Anne De Mailly-Nesles Duchesse De Chateauroux
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Delle altre sorelle non abbiamo dipinti, almeno non si trovano on line.
Peccato.

Madame la Marquise De Pompadour
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Il veleno ha sostituito lentamente il mio sangue, la mia pelle è il petalo del più tossico fiore, la malvagità ha rassegnato i miei pensieri mentre la carne brucia nel peccato del non concesso, mentre gli occhi sono gli specchi opachi di un'assente anima, mentre le azioni di un uomo non sono più tali nella libertà perversa di un logorante istinto.

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roberto 88
view post Posted on 29/7/2008, 19:48Quote

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Sì è un peccato
Commento di Rorro quando ha visto il quadro di Marie Anne De Mailly-Nesles Duchesse De Chateauroux
"Beh se le altre 4 sorella assomigliavano a questa....Che affare"
<_< nn so che dire....

FedeTere
 
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view post Posted on 29/7/2008, 21:56Quote
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Madame la Marchesa-Duchessa De Pompadour

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 12/12/2009, 16:56


CITAZIONE (roberto 88 @ 29/7/2008, 20:48)
Sì è un peccato
Commento di Rorro quando ha visto il quadro di Marie Anne De Mailly-Nesles Duchesse De Chateauroux
"Beh se le altre 4 sorella assomigliavano a questa....Che affare"
<_< nn so che dire....

FedeTere

Bhè io non la trovo così brutta, comunque tieni sempre conto che qui l'ha ritratta Nattier e lui era uno di quei pittori che tendeva ad abbellire molto le persone...magari nella realtà non sarà stata bella, ma riuscì comunque a farsi portare al rango di Duchessa con tanto di pensioni etc etc.
La biografia della lever sulla Pompadour inizia proprio dalla morte della Chateauroux, la quale viene dipinta come la più importante favorita del periodo precedente alla venuta di Jeanne Antoinette. ;)

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Il veleno ha sostituito lentamente il mio sangue, la mia pelle è il petalo del più tossico fiore, la malvagità ha rassegnato i miei pensieri mentre la carne brucia nel peccato del non concesso, mentre gli occhi sono gli specchi opachi di un'assente anima, mentre le azioni di un uomo non sono più tali nella libertà perversa di un logorante istinto.

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roberto 88
view post Posted on 30/7/2008, 18:58Quote

Utente cancellato






CITAZIONE (MadameDePompadour @ 29/7/2008, 22:56)
CITAZIONE (roberto 88 @ 29/7/2008, 20:48)
Sì è un peccato
Commento di Rorro quando ha visto il quadro di Marie Anne De Mailly-Nesles Duchesse De Chateauroux
"Beh se le altre 4 sorella assomigliavano a questa....Che affare"
<_< nn so che dire....

FedeTere

Bhè io non la trovo così brutta, comunque tieni sempre conto che qui l'ha ritratta Nattier e lui era uno di quei pittori che tendeva ad abbellire molto le persone...magari nella realtà non sarà stata bella, ma riuscì comunque a farsi portare al rango di Duchessa con tanto di pensioni etc etc.
La biografia della lever sulla Pompadour inizia proprio dalla morte della Chateauroux, la quale viene dipinta come la più importante favorita del periodo precedente alla venuta di Jeanne Antoinette. ;)

Si me lo ricordo..Si....

FedeTere
 
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view post Posted on 2/1/2009, 12:37Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 21/12/2009, 22:00


E' bellissimo quel dipinto *.*

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view post Posted on 24/2/2009, 08:49Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 23/12/2009, 13:38


Che personaggio che doveva essere! :P

Louis XV
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Louis XV - Statua di cera al Grevin
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view post Posted on 4/4/2009, 13:43Quote
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Consigliere della Favorita

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 23/12/2009, 20:59


Ricordo di aver letto da qualche parte che tutti lo ammiravano e Casanova ha ottime parole nei suoi confronti

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 23/12/2009, 14:15


Si vede che era un bel'uomo.

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Non leggiamo e scriviamo poesie perché è carino: noi leggiamo e scriviamo poesie perché siamo membri della razza umana; e la razza umana è piena di passione. Medicina, legge, economia, ingegneria sono nobili professioni, necessarie al nostro sostentamento; ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l'amore, sono queste le cose che ci tengono in vita.(L'Attimo Fuggente).

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view post Posted on 23/4/2009, 21:05Quote
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Madame la Marchesa-Duchessa De Pompadour

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 12/12/2009, 16:56


CITAZIONE (Diana92 @ 4/4/2009, 14:43)
Ricordo di aver letto da qualche parte che tutti lo ammiravano e Casanova ha ottime parole nei suoi confronti

Si infatti era molto ammirato, era stato anche soprannominato il "beneamato"...peccato che l'amore dei francesi durò molto poco, iniziò a scemare proprio quando la Pompadour fece ingresso a Versailles e scomparve con l'affermazione di quest'ultima.
La francia aveva sempre tollerato le amanti ufficiali dei sovrani...ma una borghese era intollerabile; la corte poi fece del suo meglio per addossarle tutte le colpe dei mali dello stato, e la guerra dei 7 anni diede il colpo finale: Luigi fu ritenuto un bambolotto nelle mani di una "puttana".

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Il veleno ha sostituito lentamente il mio sangue, la mia pelle è il petalo del più tossico fiore, la malvagità ha rassegnato i miei pensieri mentre la carne brucia nel peccato del non concesso, mentre gli occhi sono gli specchi opachi di un'assente anima, mentre le azioni di un uomo non sono più tali nella libertà perversa di un logorante istinto.

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view post Posted on 24/4/2009, 14:02Quote
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Consigliere della Favorita

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 23/12/2009, 20:59


infatti negli ultimi tempi lo avevano rinominato le mail-aimé ovvero il mal-amato

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